Luciano Minestrella, teatro e macchine sceniche

Chi è Luciano Minestrella

Minestrella e la mostra Artes Mechanicae alla Casa dei Teatri, Roma, giugno – ottobre 2013

Luciano Minestrella non ha bisogno di etichette. E’ intimamente legato alla sua terra, Magliano Sabina, da cui più volte ha voluto staccarsi, spinto dal desiderio di conoscere altre realtà, altri mondi. E’ un artista nel senso più completo del termine. Ha percorso e continua a esplorare tutti i linguaggi dell’arte, senza differenziarli in ordine d’importanza apparente, passando agilmente da uno all’altro, fondendoli in una continua e diversa commistione. E’ drammaturgo, regista, scultore, artigiano, maestro, studioso, scenografo, direttore artistico teatrale. Chi lo conosce da sempre lo definisce “un grande comunicatore”.

Il percorso, le tappe

La Scuola Libera

Terminati gli studi umanistici, apre a Magliano, negli anni ’70 la Scuola Libera, un doposcuola gratuito, che accoglieva bambini con problemi di apprendimento. Non volendo però “ghettizzarli”, come faceva la scuola pubblica (in quegli anni non c’era integrazione, ma classi differenziali), successivamente ha aperto le porte a tutti i ragazzi. Mutuato sul modello della Scuola di Barbiana di Don Milani, il doposcuola aveva come fine l’acquisizione e la padronanza della lingua, strumento di forza e autonomia per esprimere idee e opinioni personali.
“Ho sempre guidato i ragazzi senza alcuna imposizione, aiutandoli ad esprimersi, a prendere coscienza di sé e della realtà in cui vivevano. Ed ancora oggi qualcuno, ormai adulto, mi ringrazia di questo.” – commenta Minestrella.

Il teatro nelle piazze

Già utilizzato come sistema di apprendimento nella Scuola Libera, Minestrella partecipa al nascente movimento artistico della metà-fine anni Settanta. Frequenta festival e laboratori teatrali dove si arricchisce culturalmente e trova nel teatro una possibilità non solo di espressione, ma anche di lavoro per sé e per i ragazzi della Scuola Libera, che diventa la prima cooperativa culturale di Rieti e provincia.

Nel frattempo Luciano sposa Marga, persona importante nella sua vita. Scenografa e organizzatrice, diviene da subito parte integrante del progetto. Realizzano vari spettacoli, che girano per l’Italia: è teatro di piazza, con grandi scenografie autocostruite: maschere, trampoli, le prime macchine sceniche.
Partecipano al Carnevale Ambrosiano, portano uno spettacolo sulla piazza del Duomo di Milano, sono invitati al Festival di Santarcangelo di Romagna, poi  a Poggio Mirteto, Terni,  in un susseguirsi di date e allestimenti.
Qualche spettacolo: Proposta di Festa, L’Ippogrifo imbonitore,  Testa a Pera, sui condizionamenti della pubblicità, Popolo di Spagna, dopo la morte di Franco, Uccidiamo la madre, sull’America Latina prima del golpe in Cile.

La Mirabilis Teatro

Chiusa l’esperienza della cooperativa Scuola Libera, poiché i ragazzi avevano preso altre strade, Luciano Minestrella fonda con Marga nel 1982 la cooperativa Mirabilis Teatro, attiva ancor oggi. Nello stesso anno nasce Vera, la primogenita.

Due anni dopo organizza il Primo Festival internazionale Teatro di strada e di piazza a Magliano Sabina.
Erano anni di scoperta, di fermento delle idee – ricorda Minestrella – a Magliano fioriva la cultura, la Regione Lazio finanziava i progetti artistici, si potevano realizzare in grande.”.

Nel 1987 viene organizzata una grossa mostra delle macchine sceniche di Luciano: Ippogrifo, diventato il simbolo della Mirabilis, Macchina del Tempo, “Pinocchi” diversi, Riah Azpar (Vento Giallo, sulla prima intifada palestinese).
Minestrella tiene laboratori di scenografia al Teatro Argentina di Roma, diretto da Maurizio Scaparro.
Nel 1989 nasce Giacomo, il secondogenito.

Per più anni la Mirabilis partecipa ai Festival di Santarcangelo di Romagna, Teatro e Arti di Tuscania, a  manifestazioni culturali a Milano, Bologna, Roma.

Luciano lavora alla Natività e, nel 1998, con quest’opera vince  un bando del Comune di Roma per le festività natalizie e successivamente Roma sceglie la Natività di Minestrella per aprire e chiudere l’anno giubilare 2000.

Il Teatro Manlio di Magliano Sabina

Teatro Manlio, Magliano Sabina

Dal 1997 ad oggi la Mirabilis cura la direzione artistica e la gestione del Teatro comunale.

La Mirabilis è uno “studio associato familiare” – spiega Minestrella –  Io curo la programmazione della stagione, Vera si occupa di gestione e comunicazione del Teatro Manlio, del Teatro Ragazzi, cura le produzioni con altre realtà della Sabina e ha buone capacità di relazione con l’esterno. Giacomo si sta rivelando un ottimo organizzatore e coordinatore. E Marga, mia moglie, è l’altra anima di me stesso, ma con uno sguardo più distaccato e critico, con cui giudica i miei progetti. Lei ha una grande esperienza di teatro e attualmente si occupa di scene e costumi e collabora per progetti specifici con il Teatro di Roma.”.

Nelle ultime stagioni, grazie alle felici scelte di Minestrella nell’ambito del Circuito Teatrale della Ragione Lazio, in poche ore si esauriscono gli abbonamenti disponibili.

Artes Mechanicae, la mostra permanente di Luciano Minestrella

Artes Mechanicae  è un termine coniato nel Quattrocento per definire un’arte scenica in movimento. Un movimento dato dall’ingegno umano che attiva – tramite argani, carrucole, ingranaggi – un corpo scenico che, nel suo muoversi, ribadisce ciò che la scena vuole rappresentare.”.

Con queste parole Luciano Minestrella presenta la sua mostra, composta di due parti: una storica, di ricerca e di ricostruzione delle macchine sceniche progettate da Filippo Brunelleschi e Francesco D’Angelo per le Sacre Rappresentazioni che si svolgevano nelle chiese fiorentine.
L’altra parte, contemporanea, espone le opere ideate e costruite dallo stesso Minestrella per rappresentare temi e fatti della nostra epoca. I modelli esposti, riproduzioni in scala delle grandi macchine realizzate da Luciano, sono piccole opere, perfettamente funzionanti.

Le macchine sceniche sono collocate nella chiesa di San Michele, chiusa da tempo, a Magliano Sabina. Per visitare la mostra è necessario concordare un appuntamento chiamando il numero +39 389.2775583

Il FAI – Fondo Ambiente Italiano ha inserito per le sue tradizionali Giornate di Primavera del 23-24 marzo 2019 la visita guidata alla mostra e ad altri siti di Magliano Sabina.

Artes Mechanicae, le opere storiche nelle chiese di Firenze

Progettate dagli architetti e realizzate nelle botteghe artistiche di Firenze, le macchine sceniche religiose dilatavano lo spazio della chiesa, rendendola al contempo universo celeste e terrestre. Le macchine attraevano e spiegavano, ai fedeli di ogni estrazione, ciò che questi avevano assimilato come puro atto di fede.

In passato – prosegue Minestrella – questa forma teatrale del Quattrocento fiorentino, ambientata nelle chiese, veniva considerata non nobile, a differenza di quella rappresentata nelle corti delle altre città italiane, come Ferrara, Mantova, Milano e nella stessa Roma papalina, dove si preferiva mettere in scena opere dell’antichità, in greco e latino. Oggi, invece, le rappresentazioni che si svolgevano nelle corti citate sono considerate un riferimento letterario importante.”.

Tra le opere storiche, qui riprodotte in scala da Minestrella, troviamo l’Annunciazione di Filippo Brunelleschi, progettata e realizzata tra il 1436 e il 1439, per la chiesa di San Filippo in Piazza. Non essendo rimasto, purtroppo, alcun disegno che la documenti, Minestrella ha studiato a fondo la particolareggiata descrizione che ne fece il Vasari, a sua volta architetto, per costruirne il modello.

L’opera successiva è l’Ascensione realizzata, da un architetto rimasto anonimo, nel 1439 in occasione della Sacra Rappresentazione dell’Ascensione di Cristo nella chiesa di Santa Maria del Carmine, a conclusione del Concilio Ecumenico.

Nella stessa chiesa fiorentina, è stata ospitata una seconda Ascensione, opera dell’architetto Francesco d’Angelo, detto il Cecca, nel 1467, che apportò modifiche alla sua precedente realizzazione, datata 1439.

Di lì a poco, si esaurisce l’esperienza religiosa delle macchine sceniche fiorentine, che proseguirà invece nei palazzi delle Signorìe. Gli architetti ricevettero l’incarico di prestare la loro inventiva per gli spettacoli che, sempre più richiesti, venivano messi in scena. Nasce così l’ossatura del Teatro Italiano

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Artes Mechanicae, le macchine sceniche di Luciano Minestrella

Terminato il periodo di ricerca e di costruzione delle macchine storiche, Luciano Minestrella si dedica a nuovi progetti, interamente da lui ideati e realizzati. Le sue creazioni, di cui troviamo in mostra i modelli in scala, rappresentano i diversi e rispettivi spettacoli teatrali, scritti e diretti dallo stesso Minestrella, in cui erano inserite.

Comincia con la Natività, mai rappresentata prima con macchine sceniche. La differenza concettuale con l’Ascensione è più che evidente: con la Natività Dio scende sulla terra, è Cristo, uomo tra gli uomini. La visione non è più verticale, dal basso verso il cielo, ma orizzontale, così come orizzontale è il rapporto tra l’uomo, i suoi simili e tutto ciò che lo circonda.

Minestrella si avvicina sempre di più al mondo contemporaneo e sceglie il titolo Contaminazioni per rappresentare le persone che, sole o in gruppo, o addirittura intere popolazioni, si sono messe in viaggio, mosse dal desiderio di conoscere nuove terre, o a causa di guerre. E il viaggio per antonomasia è quello per mare, quindi la nave, che ha per polena la Nike di Samotracia e per timone una sezione di sfera, a rappresentare l’emisfero terrestre.

Riah Azpar (Vento Giallo) è un’opera del 1987, l’anno della prima intifada del popolo palestinese, a cui è dedicata, e suo al tentativo di replicare, con le sole fionde, all’occupazione di Israele. Come non pensare, date le armi ìmpari, a Davide e Golia?
In questa macchina scenica il giovane è il David di Donatello, la fionda è una grande piramide “vuota” con una pietra pronta a colpire e le altre quattro a terra.

Anni Novanta del secolo scorso, anni segnati dalla guerra fratricida dei Balcani, le faide, le orribili pulizie etniche e religiose. L’Occidente si vede come un antico cavaliere, bardato di corazza, spada e un grande scudo, che si solleva dal palcoscenico, scandendo i tempi e le azioni dello spettacolo. Sine Tempore è il titolo di questa macchina scenica.

Uccello è l’omaggio di Minestrella allo studio del volo compiuto da Leonardo da Vinci osservando il dispiegarsi delle ali, le volute e gli atterraggi degli uccelli.

L’Ippogrifo, la macchina scenica ideata per lo spettacolo Ippogrifo Imbonitore, invita idealmente il pubblico a salire sul suo carro per intraprendere un viaggio appassionante alle radici del teatro.

Foto© Tino Taizzani e Maurizio Antonelli

 

Interviste e testi a cura di Sara Grita
Web writer per blog, piattaforme, social diversi, autore testi per documentari TV, ufficio stampa. Vive a Magliano Sabina. sara.gritapalombelli@gmail.com